Coronavirus, il virus dell’intimità

CORONAVIRUS: GIOIA O DOLORE?

Questa volta non parlo di turismo, di vestiti, di aziende vinicole o di ristoranti. Questa volta parlo di virus e ci ho messo quasi tre mesi a mettere su carta i miei pensieri…

Il coronavirus o più precisamente il nuovo SARS-COV2  porterà grandi sorprese. Da un lato questo virus ha tolto l’intimità degli abbracci, dei baci, delle strette di mano ed anche del sorriso che oggi si nasconde dietro ad una mascherina. Baci ed abbracci che magari abbiamo trascurato di dare, da un pò e proprio adesso che ci vengono proibiti ne capiamo il valore e ne sentiamo la mancanza. Oppure, ci rendiamo conto che tutto questo non ci manca affatto, e quindi arriviamo ad altre conclusioni. Insomma questo virus ci porta a fare un punto della situazione sulle nostre relazioni intime, amicizie, rapporti di lavoro, carriera… amori e dolori. Dall’altro lato è il virus che ha costretto le famiglie all’intimità di casa, 24 ore su 24, in anni in cui tutto il nucleo famigliare si inventa mille impegni per sfuggire ai rapporti ed ai confronti fra le mura domestiche…. è sì… nel 2020 e già da anni, l’intimità di coppia e con i figli fa paura, quasi più del coronavirus. I bambini hanno un sacco di impegni post scuola, attività sportive di ogni genere, che fanno bene, di certo, ma spesso l’agenda settimanale di un bimbo di 10 anni è piena come quella di un adulto ed il tempo passato tutti insieme in famiglia è veramente poco. Per non parlare del lavoro e di quante persone sono malcontente del lavoro che svolgono e sognavano altro per loro, ma non hanno mai avuto il coraggio di fare il salto. Non è mai bello perdere un lavoro, ma in certi casi se non hai il coraggio di fare il salto tu, ci pensa il destino ad aiutarti e ti costringe bruscamente a cambiare strada. Proprio questi sono i momenti in cui si impara a reinventarsi. Ed ecco che senza preavviso arriva uno STOP improvviso, una doccia gelata… Il coronavirus.

Questo momento ha messo a dura prova gli equilibri relazionali di ogni genere, ha fatto perdere ogni certezza, lasciando spazio a nuovi sogni, si perchè è dalla paura che nascono i grandi sogni.

Questa situazione mi ha fatto pensare ad una cosa che avevo visto in TV un pò di tempo fa. Non ricordo esattamente la fonte di questa notizia, ma in America esistono terapie di coppia che prevedono che la coppia si chiuda a chiave in una camera di albergo per 48 ore. Vengono recapitati pasti in camera e loro non possono, in ogni caso uscire di li prima della scadenza delle 48 ore, che per una coppia in crisi sono eterne. Prima nessuno dei due comunica, poi iniziano i confronti ACCESI, poi arriva la pace e il chiarimento oppure la rottura definitiva, ma almeno c’è stato un confronto. Questo accellera dei processi che altrimenti si trascinerebbero per anni portando l’infelicità a tutti. 

LOCKDOWN

Ed ecco qui che il coronavirus costringe per quasi 3 mesi, praticamente un’eternità, genitori e figli, o semplici coppie a passare tutto il giorno insieme… Scuola on line per i figli e smart working per molti genitori. Io credo che i primi giorni siano stati di totale disorientamento…. ma sembrava che il tutto durasse una settimana o due e c’era ancora possibilità di uscire per una passeggiata con la scusa di qualche acquisto, per poter scappare dall’intimità famigliare….quindi un pò l’idea che era per poco tempo, un pò la possibilità di uscire per la spesa al supermercato, andandoci anche a piedi per perdere più tempo, aiutava a scappare dalle quattro mura. Quando è arrivato il lockdown totale, quello eterno, infinito e vorrei sottolineare MONDIALE…. quando veramente tutto il mondo si è fermato e l’unico rumore che si sentiva … almeno da casa mia, a 2 km dall’ospedale COVID di Vittorio Veneto, era il rumore delle ambulanze. Allora sì che è arrivata la paura. La paura per la nostra salute, la paura per la situazione economica, la paura di un presente molto incerto dove non si capivano bene i tempi di tutto ciò e neanche quanto grave fosse veramente la situazione. Quando ogni giorno alle 18 si seguiva il bolletino della Protezione Civile, dei contaminati e dei morti… Li è iniziato il cambiamento, si sono sgretolate giorno per giorno le barriere verso l’intimità famigliare che è diventata invece un alleato… e proprio in questo momento le famiglie hanno iniziato a reinventarsi, a scoprire nuovi giochi più manuali, più umani. I genitori hanno iniziato a giocare con i loro figli ed hanno capito che può essere anche divertente. I figli hanno imparato a cucinare con i genitori invece che rimanere chiusi in camera isolandosi dal resto della famiglia. E chi vive da solo? Un conto è vivere da soli  per scelta e sapere di poter interagire durante le ore di lavoro e nel tempo libero con molte altre persone, un conto è passare 24 ore su 24 da soli in casa senza neanche la possibilità di un diversivo. In questo caso, i primi giorni tutto ok, mai una discussione fra te e te, tanto tempo a disposizione per coltivare i propri interessi. Ma poi anche la troppa intimità con se stessi fa paura, ci si guarda dentro e si capisce il valore delle altre persone, il valore della condivisione e l’importanza di permettere agli altri di far parte della nostra vita. E le coppie eternamente non conviventi, ognuno a casa sua? Anche in questo caso il lockdown ha aiutato a decidere, in un senso o nell’altro. In quei giorni più di qualcuno ha sognato di fare il grande passo e qualcun’altro ha capito che se non era stato fatto fino ad ora è perchè non ne valeva la pena, ma trascinava un rapporto per paura della solitudine.

Tanti valori che si sono persi nel tempo, sono riemersi in poche eterne settimane, probabilmente le più lunghe ed intense di emozioni della nostra vita, della mia di certo. Tutto è stato messo in dubbio per poi consolidare ed esaltare ciò che vale la pena conservare ed allontanare ciò che non fa più parte di noi. L’araba fenice rinasce dalle ceneri e risplende più bella che mai…. Tante volte bisogna disfare per ricostruire.
Ad un certo punto abbiamo iniziato a ridere e da buoni italiani abbiamo cercato il lato comico… DJ set sui balconi, gente che dispensava concerti gratuiti da casa, meme divertenti su whatsapp e sui social, video su balletti di gruppo fatti in casa….e poi il bollettino del Veneto con Luca Zaia che veniva seguito anche dai bambini grazie alle 25 uova donate da Damiano, il bambino che hanno trasmesso la sua passione per l’allevamento di pulcini. Poi è arrivata l’incubatrice, i bimbi che hanno inviato disegni e piccole donazioni per gli ospedali ed infine la nascita di 11 pulcini. Io mi aspetto che nelle prossime letterine a Babbo Natale, più di qualche bimbo chieda un’incubatrice invece che una play station e già questa è una vittoria per l’umanità. Questo covid ci ha fatto battere di nuovo il cuore e niente sarà più come prima… Io stessa, da un pò avevo messo da parte i miei sentimenti presa da una vita piena di impegni e di soddisfazioni lavorative, non posso dire che la mia vita era piatta, anzia chi mi conosce sa che non mi annoio e vivo da sempre con grande passione ogni cosa che faccio… ma il mio cuore non batteva più così forte da tanto tempo….qualcosa si è rotto anche dentro di me e qualcosa sta rinascendo…..

 

Dedico questo articolo al Governatore del Veneto Luca Zaia, protagonista indiscusso di questo momento, per ringraziarlo del suo impegno verso il Veneto e della sensibilità dimostrata verso tutti noi. ( Premetto che la mia non è una posizione politica, ma vuole essere il riconoscimento del merito di tanti mesi di duro lavoro).

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